In Italia più ingegneri, ma il mercato della progettazione crolla del 30%

Non c'è stata la temuta diaspora dei professionisti. Dicono questo i dati pubblicati dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri sugli iscritti all'albo all'inizio del 2014. Nonostante i fatturati più bassi e gli obblighi crescenti, ad esempio quelli sulla formazione continua e le assicurazioni, i numeri continuano ad aumentare, anche se di poco.

Al primo gennaio del 2014, in base alle rilevazioni, risultano iscritti 236.493 ingegneri, lo 0,9% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Più nello specifico, il numero di iscritti è pari a 227.710 per la sezione A (+0,7% rispetto al 2013) e a 8.783 per le sezione B (+5,6% rispetto al 2013), quella degli «ingegneri junior». Su questo fronte va sottolineato che si tratta ancora di una pattuglia di professionisti piuttosto limitata, sebbene il loro ritmo di crescita sia decisamente superiore a quello rilevato tra gli iscritti alla sezione A. Sotto il profilo territoriale, il numero di iscritti appare in aumento in tutta Italia, con qualche rara eccezione: spiccano soprattutto i fenomeni in atto a Napoli, dove gli iscritti sono calati dell'1,3% rispetto all'anno precedente, e a Palermo, dove la contrazione è stata dello 0,9 per cento. Il primato regionale va alla Lombardia, ai cui ordini provinciali è iscritto il 13,1% degli ingegneri italiani, anche se l'ordine di Roma resta il più numeroso in assoluto con 22.203 iscritti: insieme a Milano e Napoli accoglie da solo il 20% degli iscritti italiani. All'estremo opposto, gli ordini di Biella e Verbano, Cusio, Ossola si confermano ancora una volta i più piccoli in Italia con appena 394 e 309 iscritti, rispettivamente. Continua ad aumentare il numero di donne presenti nell'albo: il 13% contro il 12,5% del 2013, con picchi pari al 22,6% in Sardegna e al 18,8% in Basilicata. Le quote rosa sono decisamente più ridotte in Molise (solo l'8,6%), in Campania (9,2%) e in Veneto (9,7%). Infine, vanno analizzati i dati relativi alla distribuzione tra i tre settori dell'albo: civile e ambientale, industriale e dell'informazione.

Questi evidenziano, come prevedibile, una indiscutibile preferenza verso il settore civile e ambientale: oltre il 90% degli iscritti della sezione A appartiene, infatti, a questo settore. «È bene ricordare – spiegano dal Centro studi – che questo risultato, come ampiamente evidenziato nelle precedenti indagini, è fortemente condizionato dal fatto che i vecchi laureati avevano la possibilità di potersi iscrivere a più settori, così la quota comprende anche ad esempio ingegneri dell'indirizzo elettronico o meccanico che hanno sfruttato questa possibilità. Mentre per i laureati del nuovo ordinamento il settore civile e ambientale è al momento praticamente l'unico settore in cui l'iscrizione all'albo offre un requisito indispensabile per lo svolgimento dell'attività professionale». IL CROLLO DEL MERCATO Mentre aumenta il numero degli ingegneri continua a restringersi il mercato della progettazione. Almeno quella che fa capo alla committenza pubblica. Poco meno di 400 milioni di euro, con una contrazione del 30% rispetto al 2012.

Il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri scatta la fotografia di un anno di bandi di progettazione. E il risultato che ne viene fuori è che il 2013 ha segnato il culmine di una stagione drammatica. Il mercato ormai vale grossomodo un terzo rispetto al 2009: allora si sfiorava il muro degli 1,2 miliardi. La furia della crisi non ha risparmiato nessuno. «La drastica riduzione degli importi dei bandi – dice il Centro studi – ha riguardato indistintamente tutte le tipologie di gara, sia quelle in cui era richiesta l'esecuzione dei lavori (appalti integrati, project financing) che quelle in cui, al contrario, non era prevista, fino ad arrivare ai concorsi di idee e di progettazione». Su questo fronte, poi, va sottolineato che la ripartizione del mercato relega in un angolo ormai strettissimo i concorsi, fermi appena allo 0,6% della classifica per importi. Mentre i servizi di ingegneria con esecuzione fanno la parte del leone, totalizzando il 57,7 per cento. Il monitoraggio dà anche il quadro dei bandi per servizi di ingegneria diversi dalla progettazione: nel 2013 sono stati 1.425. Il peso maggiore lo hanno avuto i bandi di consulenza tecnica: 410, poco più del 22% del totale. A seguire ci sono le gare per il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione: 210, con un peso dell'11,3 per cento. Mentre sono stati registrati 174 bandi per la direzione lavori (9,4%) e 162 per la pianificazione urbanistica (8,7%). 

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