Sistema appalti esposto a rischi di collusione e corruzione

Roma lì 20.02.2011

AVVALIMENTO E RISCHIO DELLA POLIZZA PROVVISORIA

Avvalimento – utilizzo dei requisiti speciali di altre imprese – accrescimento imprese – maggiore offerte per la pa – il contratto di avvalimento è interno alle parti interessate – la mancata dimostrazione dei requisiti morali comporta l’escussione della cauzione provvisoriaLa ratio dell’istituto dell’avvalimento è di consentire l’utilizzo di requisiti, risor-se gestionali e qualificazioni di un soggetto diverso dal partecipante alla gara, così da consentire, attraverso quella specifica modalità asseverata da un contratto, la completezza e la serietà dell’offerta. Si tratta, in definitiva, di una configurazione giuridica che con-tempera due esigenze diverse: da un lato, quella delle imprese che in-tendono crescere sotto un profilo gestionale e di qualificazione e con-seguono questo risultato, quanto meno in via graduale, attraverso lo specifico strumento previsto dall’articolo 49 d. lgs. n. 163/2006, dall’altro, quella delle pubbliche amministrazioni di poter scegliere tra offerte senz’altro idonee a soddisfare l’interesse pubblico al quale la procedura ad evidenza pubblica è preordinata.

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Avvalimento: caratteristiche generali

12 febbraio 2011

Con due pronunce consecutive (CdS, Sez. VI, sent. 29 dicembre 2010 n. 9576 e CdS, Sez. VI, sentenza 29 dicembre 2010 n. 9577), il Consiglio di Stato ha espresso importanti principi riguardo l’istituto dell’ avvalimento, proseguendo a definirne progressivamente le caratteristiche generali. In un primo momento, infatti, con la sentenza 29 dicembre 2010 n. 9576, è stato ribadito che l’ avvalimento è un istituto di carattere generale, che ha come finalità precipua quella di consentire la massima partecipazione possibile alle gare ad evidenza pubblica.Tale caratteristica ne consente l’applicabilità anche in settori produttivi con specifiche peculiarità.

È stato infatti sostenuto che “Attesa la portata generale dell’istituto, e in assenza di una espressa previsione derogatoria, non vi sono ragioni per ritenere che l’avvalimento non trovi applicazione per la sola ragione che la gara in oggetto abbia ad oggetto prestazioni (la fornitura di aiuti alimentari) che interessano il settore dell’agricoltura. Si tratta, invero, sempre di una gara, che quindi soggiace ai principi generali desumibili dalla normativa comunitaria, tra i quali anche il principio dell’avvalimento. Né, del resto, nell’ambito del settore agricolo, emergono peculiarità talida giustificare una deroga così visto ai principi comunitari.”

Con la seconda pronuncia, sentenza 29 dicembre 2010 n. 9577, i giudici amministrativi ribadiscono quanto da ultimo affermato a proposito della generalità dell’istituto e, oltre a dettare interessanti principi in materia di subappalto, di potere di soccorso della stazione appaltante e di continuità delle operazioni di gara, chiariscono che l’avvalimento, applicabile anche ai settori speciali in virtù del rinvio operato dall’art. 233 comma 6 del D. lgs. 163/06, nei limiti della compatibilità, non può essere sottoposto ad una legge di gara che ne fissi una disciplina più rigorosa. Infatti, il riferimento al criterio della compatibilità, intende evitare che ai settori speciali siano estese norme di eccessivo rigore, incompatibili con il dettato comunitario.Altra questione affrontata dai giudici attiene alle dichiarazioni da rendere in caso di collegamento tra le imprese e nell’ipotesi di impresa ausiliaria estera.

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Regolamento Appalti: cosa entra in vigore il 25 dicembre

Il 10 dicembre 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento di attuazione e diesecuzione (DPR 207/2010) del Codice dei contratti (DLgs 163/2006).

L'art. 359 del regolamento stabilisce che ai sensi dell'art. 253, comma 2 del codice dei contratti, ilregolamento entra in vigore 180 giorno dopo la sua pubblicazione (8 giugno 2011), adesclusione degli articoli 73 e 74.

Il comma 2 dell'art. 253 stabilisce che le disposizioni del regolamento previste ai sensi dell'art. 40,comma 4, lett.

g) e g-bis) entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione.Le lettere g) e g-bis) del comma 4 dell'art. 40 recitano:"4. Il regolamento definisce in particolare:"g) la previsione di sanzioni pecuniarie e interdittive, fino alla decadenza idell'autorizzazione, per le irregolarità, le illegittimità e le illegalità commesse dalle SOA nelrilascio delle attestazioni nonché in caso di inerzia delle stesse a seguito di richiesta di informazioni ed atti attinenti all'esercizio della funzione di vigilanza da parte dell'Autorità,secondo un criterio di proporzionalità e nel rispetto del principio del contraddittorio;g-bis) la previsione delle sanzioni pecuniarie di cui all'art. 6, comma 11, e di sanzioniinterdittive, fino alla decadenza dell'attestazione di qualificazione, nei confronti deglioperatori economici che non rispondono a richieste di informazioni e atti formulate dall'Autorità nell'esercizio del potere di vigilanza sul sistema di qualificazione, ovveroforniscono informazioni o atti non veritieri; "

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Sistema appalti esposto a rischi di collusione e corruzione

Roma - 28 Dicembre 2010

Sistema appalti esposto a rischi di collusione e corruzione

Il sistema degli appalti pubblici in Italia è esposto a rischi di collusione e corruzione oltre amostrare carenze sul piano della progettazione.E questo nonostante le numerose riforme che hanno interessato il settore, volte a migliorare ildisegno delle procedure di aggiudicazione e ad assicurare il rispetto dei principi di pubblicità, ditrasparenza e parità di trattamento dei contraenti privati.Sono queste le patologie e le criticità messe in luce dallo studio di Bankitalia sul tema'L'affidamento dei lavori pubblici in Italia: un'analisi dei meccanismi di selezione del contraenteprivato'. ''Nonostante le numerose riforme che hanno interessato il settore degli appalti pubblici negli ultimi anni, il sistema italiano è caratterizzato - sottolinea l'indagine di Bankitalia - da un'elevataframmentazione ed esposto in misura considerevole ai rischi di collusione, corruzione erinegoziazioni successive con gli aggiudicatari dei contratti. Carenze sono, inoltre, presenti su lpiano della progettazione degli interventi''.Quanto alle cause alla base di queste criticità, queste ''sembrano in parte riconducibili all'attualedisciplina relativa all'affidamento di contratti di appalto di lavori pubblici, che non garantisce ilcorretto funzionamento dei meccanismi di selezione del contraente privato''.

Ma, come emergedall'indagine di Bankitalia, grazie alle indicazioni che giungono dalle letteratura economica e daiconfronti internazionali, è possibile migliorare e ridurre i rischi cui è esposto il sistema degliappalti.Ad esempio, l'eliminazione del ricorso a meccanismi di esclusione automatica delle offerteanomale ridurrebbe i rischi di collusione tra gli offerenti. ''Vi sono evidenze per l'Italia che il ricorsoal formato di gara AB (cioè aste al prezzo più basso con eliminazione automatica delle offerteanomale) presenti un'elevata vulnerabilità al rischio di collusione tra imprese'', evidenza Bankitalia.L'indagine svolta da Palazzo Koch pone l'accento sui benefici che deriverebbero da ''una maggioreattenzione per la progettazione per gli interventi attraverso la centralizzazione di tale attività el'adozione di normativa tecnica di dettaglio per gli appalti più semplici''.A migliorare il sistema degli appalti può contribuire ''un accentramento delle valutazioni di anomaliadelle offerte in capo a stazioni appaltanti di maggiori dimensioni e un innalzamento degli importidelle garanzie fideiussorie prestate dai soggetti aggiudicatari, che ridurrebbero i rischi dirinegoziazioni successive e di mancato completamento dell'opera''.

Come un ''rafforzamento delle misure di contrasto ai fenomeni di corruzione, specieattraverso la riorganizzazione degli organismi di attestazione, un inasprimento dei controlli relativialla sub-contrattazione e una maggiore trasparenza delle informazioni''. L'indagine indica poi indica il percorso di una ''maggiore valorizzazione del criterio selettivo basatosull'offerta economicamente più vantaggiosa'' e di una ''migliore disciplina del dialogo competitivoper gli appalti più complessi, al fine di assicurare in maniera più efficace un contenimento dei costiper la Pubblica Amministrazione che si associ ad adeguati livelli qualitativi dell'opera pubblica''.

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Codice dei contratti pubblici

20/12/2010

Codice dei contratti pubblici In Gazzetta ufficiale il Regolamento di attuazione: entrata in vigore delle sanzioni alle imprese ed alle Soa

In data 10 dicembre 2010 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 288, supplemento ordinario n. 270/L, il Regolamento di attuazione ed esecuzione del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (di cui al decreto legislativo 163/2006 e s.m.).

Il Regolamento di attuazione del Codice dei contratti approvato con il DPR 207 del 5 ottobre 2010, previsto dall’art. 5 del predetto decreto legislativo 163/2006, si compone di 359 articoli e di 15 allegati (dall’allegato “A” all’allegato “P”).

Il Regolamento entrerà in vigore dopo 180 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ad esclusione delle disposizioni relative alle sanzioni pecuniarie nei confronti delle SOA (art. 73 del Regolamento) e alle sanzioni alle imprese (art. 74 del Regolamento). Queste ultime disposizioni (artt. 73 e 74), infatti, entreranno in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione del Regolamento, ossia il 25 dicembre 2010. Scarica comunicato stampa in versione stampabile.

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